
Ex Cotonificio
Il gigante di cotone
URBEX



Introduzione
I luoghi sono stati visitati in maniera rispettosa e senza arrecare alcun danno alle strutture.
La documentazione fotografica è fondamentale nel nostro intento di preservare la memoria storica di questi spazi. Fotografare questi luoghi non è solo un atto di registrazione, ma un modo per scoprire e comprendere la bellezza che risiede anche nella decadenza.
Il gigante di cotone
A pochi chilometri da Ciriè, nascosto tra strade secondarie, campi e vegetazione che lentamente si riprende il suo spazio, si trova un enorme complesso industriale abbandonato: l’ex cotonificio. Un luogo immenso e silenzioso che racconta una parte importante della storia industriale del territorio torinese.
Lo stabilimento nacque tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, quando l’industria tessile rappresentava uno dei motori economici del Piemonte. Grazie alla vicinanza con Torino e alla presenza delle linee ferroviarie, la zona divenne rapidamente un importante centro produttivo. Qui veniva lavorato il cotone che poi veniva trasformato in filati e tessuti destinati a mercati anche lontani.
Per decenni centinaia di operai entrarono ogni giorno da questi cancelli. I grandi capannoni ospitavano file interminabili di telai e macchinari, mentre i cortili interni erano attraversati da carrelli, camion e operai che si muovevano tra un reparto e l’altro. Oggi tutto questo è scomparso. I macchinari non ci sono più, ma gli spazi sono ancora lì: enormi, vuoti, con soffitti altissimi sostenuti da file di pilastri e grandi finestre che lasciano entrare una luce fredda.
Durante l’esplorazione si percepisce chiaramente la scala dello stabilimento. I capannoni si susseguono uno dopo l’altro, collegati da corridoi, cortili e strutture secondarie. In alcuni punti i tetti sono crollati e la vegetazione cresce direttamente all’interno degli edifici, trasformando lentamente la fabbrica in una rovina industriale.
Vicino agli edifici produttivi sorgono inoltre alcune case e piccoli appartamenti che un tempo ospitavano chi lavorava nel cotonificio. Probabilmente erano abitazioni per operai o per il personale dello stabilimento, costruite a pochi passi dal luogo di lavoro. Entrando in queste case si ha la sensazione di attraversare qualcosa di molto più personale.
In alcune stanze si trovano ancora le tracce della vita quotidiana.
Letti rimasti al loro posto, armadi semiaperti, vestiti abbandonati da anni. In una stanza abbiamo trovato anche vecchi giocattoli per bambini, lasciati sul pavimento come se qualcuno dovesse tornare a prenderli.
Oggi la polvere copre ogni cosa, l’intonaco cade dalle pareti e la natura inizia lentamente a entrare anche qui, dalle finestre rotte o dai tetti danneggiati.
Luoghi come questo raccontano molto più di una semplice fabbrica dismessa. Raccontano un pezzo di storia industriale, ma anche la vita delle persone che hanno abitato questi spazi.


L'ingresso principale


Le bobine di cotone


Camera da letto della casa


Giochi nel cortile

Scatti nella polvere
ritratti di un passato che ancora parla








































































































